Detrazioni per il Risparmio Energetico 2019 quali possono usufruire

La legge di Stabilità varata dal Governo a fine 2016 ha prorogato anche per tutto il 2019 le detrazioni fiscali per interventi di riqualificazione energetica di edifici esistenti, che ottengono un valore limite di fabbisogno di energia primaria annuo per la climatizzazione invernale inferiore di almeno il 20% rispetto ai valori riportati in un’apposita tabella (i parametri cui far riferimento sono quelli definiti con decreto del ministro dello Sviluppo economico del marzo 2008, così come modificato dal decreto 26 gennaio 2010). Il valore massimo della detrazione è pari a 100.000 euro.

 

detrazioni fiscali 50

Interventi su edifici esistenti, parti di edifici esistenti o unità immobiliari, riguardanti strutture opache verticali, strutture opache orizzontali (coperture e pavimenti), finestre comprensive di infissi, fino a un valore massimo della detrazione di 60.000 euro. La condizione per fruire dell’agevolazione è che siano rispettati i requisiti di trasmittanza termica U, espressa in W/m2K, in un’apposita tabella (i valori di trasmittanza, validi dal 2008, sono stati definiti con il decreto del ministro dello Sviluppo economico dell’I! marzo 2008, così come modificato dal decreto 26 gennaio 2010).

In questo gruppo rientra anche la sostituzione dei portoni d ingresso, a condizione che si tratti di serramenti che delimitano l’involucro riscaldato dell’edificio verso l’esterno o verso locali non riscaldati e risultino rispettati gli indici di trasmittanza termica richiesti per la sostituzione delle finestre.

L’installazione di pannelli solari per la produzione di acqua calda per usi domestici o industriali e per la copertura del fabbisogno di acqua calda in piscine, strutture sportive, case di ricovero e cura, istituti scolastici e università. Il valore massimo della detrazione è di 60.000 euro interventi di sostituzione di impianti di climatizzazione invernale con impianti dotati di caldaie a condensazione e contestuale messa a punto del sistema di distribuzione. La detrazione spetta fino a un valore massimo di 30.000 euro.

Sostituzione di impianti di climatizzazione invernale con pompe di calore ad alta efficienza e con impianti geotermici a bassa entalpia, con un limite massimo della detrazione pari a 30.000 euro
interventi di sostituzione di scaldacqua tradizionali con scaldacqua a pompa di calore dedicati alla produzione di acqua calda sanitaria, con un limite massimo della detrazione pari a 30.000 euro.

Detrazioni fiscali del 50% per impianti fotovoltaici con potenza inferiore a 20 Kwp anche se non vengono effettuate ristrutturazioni edilizie (vedi http://www.pannellifotovoltaiciprezzi.org).

Maggiori informazioni: http://www.agenziaentrate.gov.it/wps/file/Nsilib/Nsi/Agenzia/Agenzia+comunica/Prodotti+editoriali/Guide+Fiscali/Agenzia+informa/pdf+guide+agenzia+informa/Guida_Ristrutturazioni_edilizie.pdf

 

L’iter della legge sulle ristrutturazioni edilizie e risparmio energetico

 

legge 10/91 del 9 gennaio 1991 – Norme per l’attuazione del piano energetico nazionale in materia di uso razionale dell’energia, di risparmio energetico e di sviluppo delle fonti rinnovabili di energia.
DPR 26 agosto 1993, n. 412 – Regolamento recante norme per la progettazione, l’installazione, l’esercizio e la manutenzione degli impianti termici degli edifici ai fini del contenimento dei consumi di energia, in attuazione dell’art. 4, comma 4, della legge 9 gennaio 1991, n. 10.
D.Lgs. 192/2005 e s.m.i. – Attuazione della direttiva 2002/91/ CE relativa al rendimento energetico nell’edilizia.
D.Lgs. 311/2006 – Disposizioni correttive ed integrative al
decreto legislativo 19 agosto 2005, n. 192, recante attuazione della direttiva 2002/91/CE, relativa al rendimento energetico Dell’edilizia.
D.Lgs. 115/2008 – Attuazione della direttiva 2006/32/CE relativa all’efficienza degli usi finali dell’energia e Ì servizi energetici e abrogazione della direttiva 93/76/CEE.
DPR 2 aprile 2009 n. 59 – Regolamento di attuazione dell’articolo 4, comma 1, lettera a) e b), del Decreto Legislativo 19 agosto 2005, n. 192, concernente attuazione della Direttiva 2002/91/CE sul rendimento energetico in edilizia.
DM 26/6/2009 – Linee guida nazionali pubblicate il 10/06/2009 che recepiscono e rendono piena attuazione alla direttiva Europea 2002/91/CE e dell’articolo 4, comma 1 del D.Lgs. 192/2005.
D.Lgs. 29/03/2010 n. 56 – Modifiche ed integrazioni al decreto 30 maggio 2008, n. 115, recante attuazione della direttiva 2006/32/CE, concernente l’efficienza degli usi finali dell’energia e i servizi energetici e recante abrogazioni della direttiva 93/76/CEE.

 

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Cosa fare prima di Traslocare un Ufficio o Negozio

I traslochi non coinvolgono soltanto le abitazioni, ma anche uffici e negozi. In quest’ultimo caso si tratta di un qualcosa che è piú problematico e complicato. Bisogna infatti gestire una serie di cose che si riferiscono anche ad aspetti burocratici della faccenda. Oggi vogliamo analizzare e cercare di capire come organizzare un trasloco di un ufficio di medie dimensioni. La prima cosa da fare è contattare una ditta specializzata. Ci siamo dati da fare contattando un’azienda di traslochi per uffici a Roma, il nostro punto di partenza. In maniera anonima abbiamo chiesto un prezzario, dando delle indicazioni precise speravamo di avere un prezzo di massima, ma non è così semplice.

trasloco_ufficio

Per comprendere a quali costi andremo ad affrontare c’è bisogno di un sopralluogo. Gli addetti ai lavori infatti devono avere ben presente la grandezza dell’ ufficio di origine e di destinazione, la quantità di merce da movimentare, la difficoltà di smontaggio e rimontaggio, una eventuale difficoltà di accesso alle stanze. Gli uffici hann quasi sempre computer e pc colleggati in rete. A destinazione bisogna nuovamente collegarli tutti insieme, tutto ciò ha un costo ovviamente.

Le ditte specializzate si occupano anche, come detto, degli aspetti burocratici della faccenda. Bisogna fare le cosiddette “volture” ovvero il passaggio delle utente come elettricità, gas, luce, telefono. In quest’ultimo caso biogna ricordarsi di conservare i vecchi numeri telefonici per non perdere clienti.

Stimare un prezzo per un trasloco non è quindi cosa facile. Conta la quantità oggettiva della merce da spostare, il tempo che i facchini impiegheranno per smontare e rimontare, la grandezza dei camion da utilizzare, l’uso di eventuali montacarichi o elevatrici e di conseguenza la tassa di occupazione di suolo pubblico se si accede da strada.

In alcuni casi, per risparmiare si può optare per il trasloco di gruppo. E’ una soluzione valida quando si trasloca tra città distanti una dall’ altra. In questo caso i mobili, scrivanie, tavoli, viaggiano negli stessi camion, insieme ad oggetti di altri clienti. Tutto ciò per risparmiare sulle spese di spostamento. Il prezzo si abbatte di circa il 30% sulla spesa finale.

Non dimentichiamo infine, all’ atto del preventivo, di richiedere l’iscrizione all’ albo dei traslocatori della ditta e l’assicurazione sulla merce trasportata che ci tutela per eventuali danni subiti.

 

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I condizionatori Canalizzati alternativa ai Termosifoni per Caldo e Freddo

Un alternativa al classico riscaldamento con i termosifoni che fa uso di gas metano è quello dei condizionatori in pompa di calore canalizzati. Siete mai stati in un albergo, magari non quelli ad 1 stella? Se sì avrete notato la totale assenza di termosifoni. In questo caso per riscaldare le stanze di inverno e raffreddarle d’estate si utilizza tale sistema, quello dei condizionatori canalizzati. Tutto la casa dovrà essere controsoffittata per installare i condotti dove passerà aria fredda o calda. Si tratta dei sistemi utilizzati nei grandi centri commerciali, aeroporti, alberghi per l’appunto.

Da dove esce l’aria calda o fredda? Da delle “cassette” presenti a muro oppure a soffitto. L’idea, poco applicata al mondo residenziale, è sempre più presa in considerazione da chi deve progettare o ristrutturare e decide che è la bolletta del gas è troppo salata.

I nuovi condizionatori stanno diventando sempre più efficienti dal punto di vista energetico e quindi di performance. Sono in classe A+++ ed hanno l’efficiente SEER che supera 8,2, ad esempio i condizionatori di Daikin o Fujitsu. Significa che a regime un condizionatore inverter da 12000 Btu consuma 400-500 watt e riscalda anche una stanza di 25-30 mq.

Un sistema canalizzato fa capo ad un grosso motore, ad esempio da 27000 Btu che viene installato all’aperto. Da lì gli installatori costruiscono le condutture che si snodano per tutta casa. Sono invisibili perchè nascoste nel controsoffitto. Si possono utilizzare le detrazioni fiscali del 50% per le ristrutturazioni, parte della spesa si recupera quindi.

Queste conduttore si “aprono” poi grazie gli split a soffitto o muro che possono essere accesi e spenti nelle singole stanza.

Il vantaggio quindi di un sistema canalizzato è che nel giro di 5-10 minuti riusciamo a riscaldare e raffreddare una stanza, a differenza del lungo tempo che impiega una caldaia a gas collegata con i termosifoni.

Il tutto sarebbe veramente a costo zero bolletta, o quasi, se possiamo sfruttare l’energia elettrica prodotta durante il giorno dai pannelli fotovoltaici.

Quello del sistema a condizionatori canalizzati è quindi da prendere in considerazione per coloro che non vogliono più pagare bollette salate del gas e vogliono passare ad un sistema alternativo che garantisce affidabilità, sicurezza, in economia.

 

Per maggiori informazioni: http://www.condizionatoriportatili.eu/condizionatori-canalizzati-per-abitazioni-e-uffici/

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Proteggere il Giardino o Balcone di Casa con i Sensori di Antifurto

Il giardino ed i balconi delle nostre case sono i punti più esposti agli “attacchi” di ladri e malintenzionati. Devono quindi essere protetti. Il miglior modo per farlo è quello di installare dei sensori di allarme casa wireless, che collegati alla centralina installata in casa, inviano un segnale di allarme in caso dell’entrata di estranei.

Come funzionano:
Si tratta di piccole scatoline che ben si nascondono negli infissi delle nostre case o si mimetizzano nei giardini. Sono degli emettitori di raggi infrarossi, passivi PIR, in grado di leggere il calore. Ogni corpo umano emette calore, i sensori sono in grado di leggere a distanza questa temperatura e distinguerla ad esempio con quella degli animali. Ecco perchè sono detti anche “pet immune” perchè non inviano l’allarme se davanti al sensore sta passando il nostro cagnolino o gatto.

Una volta che il malintenzionato è passato davanti al sensore,  questo invia l’allarme alla centralina che farà partire la sirena oppure la telefonata al proprietario di casa tramite combinatore telefonico.

I rilevatori da esterno sono in grado anche di creare una barriera invisibile a raggi infrarossi che se violata fa scattare l’allarme. In questo caso i sensori devono essere installati a coppia, ci sarà un emettitore ed un ricevitore.

I sensori da esterno si differenziano da quelli da interno anche per il grado di protezione e per i sistemi di hijacking. Devono resistere agli agenti atmosferici, alla pioggia, neve e vento. Devono poter inviare un segnale di allarme in caso di “strappo” o “accecamento” con vernice o lacche. Per questo motivo costano un po’ di più rispetto ai rilevatori interni che si installano in casa e che quindi sono più protetti.

I sensori possono essere quindi installati lungo il balcone, sulle finestre oppure lungo il muro perimetrale di una villa. Il loro costo varia tra i 50 ed i 300 euro, a seconda della portata massima in distanza che sono in grado di coprire e a seconda dei sistemi di protezione agli attacchi esterni. Si autoalimentano da soli tramite pile a lunga durata, non hanno quindi bisogno di corrente elettrica per il funzionamento. In alcuni casi dispongono di un piccolo pannello elettrico che ricarica la pila agli ioni di litio.

Sensori a doppia frequenza e doppia tecnologia:
per garantire una maggiore sicurezza molti rilevatori da esterno funzionano in doppia frequenza ovvero su due bande differenti di comunicazione, solitamente 433Mhz e 868 MHz. Doppia tecnologia significa che oltre ai raggi infrarossi per comunicare utilizzano anche le onde elettromagnetiche.

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Idee per il divano, Bristol di Poliform

Poliform è un marchio del made in Italy che ha iniziato a produrre divani e altri pezzi di arredamento per la casa nel 1970. La collezione oggi si rinnova grazie alla collaborazione con Jean Marie Massaud, iniziata nel 2010, che ha prodotto diversi progetti di poltrone e divani (“Metropolitan”, “Carmel”, “Santa Monica”), che coniugano tutti l’abilità artigianale dell’azienda con il lungo lavoro di ricerca fatto insieme al designer francese.

Una serie di divani imbottiti concettualmente differenti, “in grado di esplorare un’ampia gamma di approcci estetici e di diventare parte di un home project totale, dove ogni elemento trova corrispondenza in un progetto di interior design fortemente unitario”.

La semplificazione formale e la proporzione delle cuscinature del divano “Bristol” (in foto) sono elementi che contribuiscono tutti a restituire un’idea di morbida compostezza. Altrettanta attenzione è posta nella costruzione, nei materiali che compongono il divano.
La strutura è di poliuretano fessibile stampato, i cuscini della seduta in poliuretano flessibile a quote diferenziate, mentre il cuscino anteriore dello schienale è in piuma, pre-rivestito in tela di cotone. Il rivestimento finale, tesato, è di tessuto sfoderabile o fisso, di pelle.

La collezione, composta da moduli variamente aggregabili, si definisce in elementi centrali (cm 97, 117, 194, 234), angolari (cm 105 o 125) e terminali a penisola destra o sinistra con bracciolo (cm 202 o 242). I divani misurano cm 210 o 250, l’elemento a panca cm 194 e 234. Prezzi a partire da 1900 euro.

Sito web: http://www.poliform.it/poliform/divani_1_12_0_0.html

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I Climatizzatori portatili per chi non può installare quelli fissi

I motori esterni dei condizionatori d’aria sono molto ingombranti, e brutti aggiungiamo. Non tutti i condomini permettono l’installazione, sia per motivi di decoro, perchè manca lo spazio fisico oppure perchè il condominio non lo permette. Dobbiamo a questo punto rinunciare all’ aria condizionata? Ci dobbiamo affidare ad un buon ventilatore a soffitto? No, possiamo optare per i climatizzatori portatili.

Si tratta di un elettrodomestico composto da un monoblocco alto circa 70-80 cm e largo 50 dotato di ruote che può essere trasportato da un ambiente all’ altro. Non ha unità esterna perchè è costruita all’ interno del blocco. Un po’ come accade per i modelli a muro senza motore, ad esempio UNICO di Olimpia Splendid.

Il prodotto più venduto e conosciuto è senz’altro il Pinguino De Longhi, a seguire ci sono i prodotti di Olimpia Splendid, ArgoCLIMA e quelli economici di Zephir. Ovviamente lo scarico dell’ aria calda ci deve essere. I climatizzatori portatili sono dotati infatti di un tubo flessibile che deve essere connesso al mondo esterno. Il modo più facile è quello di praticare un foro nel vetro della finestra, oppure di comprare una tavoletta in legno, fare un buco, ed incastrare la tavoletta nella finestra abbassando le tapparelle. C’è invece chi semplicemente accosta la finestra e ci fa passare il tubo, ma l’aria calda proveniente dall’ esterno rientra nell’ ambiente.

Qualcuno parla di condizionatori portatili senza tubo esterno, ma in quel caso si tratta di ventilatori che hanno la stessa forma di un condizionatore che al loro interno permettono di alloggiare dei portaghiaccio per “rinfrescare” l’aria che esce dalla ventilazione. Non sono dei veri condizionatori, anche perchè costano veramente poco.

Convengono? I climatizzatori portatili hanno due svantaggi rispetto ai fissi a muro: sono rumorosi (hanno l’unità esterna installata internamente e quindi produco rumore) e sono meno efficienti perchè l’ingombro è più ridotto. Diciamo che un prodotto da 9500 Btu, ad esempio il Pinguino PAC N81, può andar bene per una stanza di 20 mq. Dipende ovviamente dal caldo che c’è nella stanza, dalla temperatura che vogliamo ottenere rispetto all’esterno (non scendiamo mai sotto i 23 gradi), dalla presenza di fonti di calore nella stanza, e anche di persone.

Cosa controllare: un indice delle performance del condizionatore è dato dall’ EER, è un numero compreso tra 1 e 10, maggiore è questo valore migliori saranno le sue capacità di raffreddamento. I climatizzatori lavorano anche in “pompa di calore” ovvero d’inverno riscaldano, in questo caso l’indice da controllare è il COP, maggiore è migliore sarà la capacità di riscaldare.

Prezzi: il più economico costa circa 200 euro, si sale per i modelli più performanti fino a superare anche i 1000 euro per quelli con potenza da 18000 BTU.

 

Per maggiori informazioni visitate:

http://www.condizionatoriportatili.net/
http://www.olimpiasplendid.it/climatizzazione/climatizzatori-portatili
http://climatizzazione.delonghi.it/condizionatori/pinguino_acqua_aria 

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La Manutenzione dei Condizionatori d’aria

condizionatori-manutenzioneI condizionatori d’aria sono entrati prepotentemente nelle nostre case. Insieme al frigorifero e alla tv sono diventati irrinunciabili. Sempre più torride e calde le notti d’estate che per respirare si fa uso dell’aria condizionata. Ma la manutenzione? C’è da farla? Quanto si spende? Cerchiamo di capirne di più.

Una delle leggende più frequenti attorno all’ uso del condizionatore è che abbiano bisogno della ricarica, ovvero di sostituire il gas. Di leggenda infatti si tratta. I condizionatori d’aria fanno uso del gas R410A che viene compresso e poi diventa liquido per perdere calore e diventare freddo. Tutto ciò avviene all’interno di un circuito completamente sottovuoto.

Attenzione, alcuni vecchi modelli montano il gas R22 che ormai è fuorilegge perchè considerato tossico, non si possono ricaricare anche se il gas è ancora in vendita. Differente invece il caso dell R32 il nuovo gas che montano ad esempio i prodotti della Daikin.

Se non ci sono microfessurazioni il liquido NON ESCE e quindi non c’è bisogno di nessuna ricarica. Se il gas esce significa che c’è una perdita e quindi l’impianto va sostituito. In quest’ultimo caso sostituire il gas significa perderlo di nuovo. Ecco spiegata la leggenda.

Perchè in auto si ricarica il gas per l’aria condizionata? In quel caso le vibrazioni dell’auto allentano le tubazioni e quindi microperdite sono previste.

Cosa dobbiamo fare per la manutenzione: quello che c’è da fare è LA PULIZIA DEI FILTRI. Questa sì dobbiamo farla, almeno ogni 6 mesi. Dobbiamo aprire la vaschetta che li contiene e pulirli dalla polvere. Possiamo anche lavarli, basta seguire le istruizioni, è una cosa semplice che non ha bisogno di nessun manutentore specializzato.

Seguici sul blog dedicato ai condizionatori: http://condizionatoriaria.blogspot.it/

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Controllare la casa a Distanza, i sistemi di sicurezza di Videosorveglianza

telecamere ipLa tecnologia legata ai sistemi di sicurezza si è evoluta in maniera esponenziale tanto che oggi è possibile controllare la propria casa anche quando si è assenti. I sistemi di videosorveglianza permettono infatti di monitorare delle zone attraverso il proprio smartphone, tablet o pc che si connette attraverso Internet avendo accesso in tempo reale ai video e alle immagini inviate dalle telecamere.

Prima di tutto bisogna progettare il proprio sistema. Ovvero individuare le zone che devono essere protette e sorvegliate, sia interne che esterne. Ogni zona verrà monitorata da una telecamera, detta Ip, connessa ad una rete. Si chiamano reti CCTV  a circuito chiuso perchè sono accessibili solo dai privati. Attenzione però se accediamo da Internet. Sebbene i protocolli di sicurezza siano molto alti, non saremo mai sicuri al 100% di avere accessi solamente autorizzati. Visto che i dati passano per Internet potrebbero sempre essere intercettati da abili hacker.

La configurazione di base di una rete CCTV è composta da una singola telecamera collegata direttamente ad un monitor e ad un registratore per memorizzare il video. Mentre una configurazione come questa potrebbe contribuire alla sicurezza, in alcuni casi, è improbabile che sia sufficiente per la maggior parte delle abitazioni che richiedono più telecamere.

Solitamente le telecamere sono collegate senza fili, wifi, ad un router. Lo stesso router si connette ad INTERNET e invia i dati tramite protocollo IP.

Che telecamera scegliere? Bisogna avere in mente cosa si vuole controllare. Si installa internamente o esternamente? Che qualità desideriamo? La qualità può riferirsi sia al dettaglio dell’immagine che al frame rate è. Il frame rate è semplicemente una misura di quante singole immagini compongono il video.

La tecnologia alla base di gran parte delle telecamere di sorveglianza è il Charge Coupled Device (CCD). Il CCD convere le immagini che passano attraverso l’obiettivo della fotocamera in impulsi elettronici.
Formati di fotocamera: sono misurati in pollici, la maggior parte delle telecamere di sorveglianza ha tra 1/4 “e 1”. Questo si riferisce alla dimensione dell’immagine creata utilizzabile all’interno della fotocamera. Per un uso più sicurezza, di piccole dimensioni va bene  1/4 “o 1/3”. Grandi formati non necessariamente si traducono i in immagini migliori, ma può essere utile in situazioni di scarsa illuminazione in quanto sono in grado di raccogliere più luce.

Molte telecamere di sorveglianza usano l’elaborazione del segnale digitale (DSP) per convertire il flusso video analogico alle informazioni digitali, migliorando la qualità delle immagini e per l’aggiunta di funzionalità. Il circuito DSP in una macchina fotografica può avere un effetto molto grande sulla qualità delle immagini, teniamone conto.

I prezzi: ogni singola telecamera ha un costo che oscilla tra 50 e 200 euro per un uso semiprofessionale. Il router costa circa 50 euro. Per un sistema di video sorveglianza in kit di 4 telecamere ad alta risoluzione wifi possiamo quindi spendere circa 800 euro.

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Detrazioni fiscali per impianti di sicurezza per la casa

Se avete deciso di rendere sicura la vostra casa contro malintenzionati e ladri questo è il momento giusto. Con il decreto Salva Italia voluto dal Presidente del Consiglio Mario Monti le detrazioni fiscali per l’edilizia sono salite al 50% fino al 30 giugno 2013, poi scenderanno al 36%. All’ interno di questo pacchetto sono inclusi anche gli interventi per l’installazione di impianti di allarme fino ad un massimo di spesa di 96mila euro. Rientrano nelle possibili detrazioni interventi di installazioni:

-allarmi per casa casa, negozio ed ufficio;
-installazioni di cancelli o recinzioni per edifici;
-porte blindate e casseforti d muro;
-impianti con telecamere di videosorveglianza;
-saracinesche;
-grate ed inferriate per finestre;
-tapparelle metalliche;
-vetri antisfondamento

Le detrazioni sono del 50% sulla spesa e possono essere splamate nell’arco di 10 anni per uguali importi. Possono usufruire delle detrazioni non solo i proprietari di casa ma anche i locatari, usufruttuari e coniugi (oppure parenti fino al terzo grado), soci di cooperative semplici, divise ed indivise.

C’è anche la possibilità di avere l’Iva agevolata al 10% ma solo sulla differenza tra la spesa totale ed i beni significativi. Ad esempio se spendiamo 5mila euro per un sistema di allarme ed i beni significativi, ovvero il materiale, costa 2mila euro, possiamo godere dell’ Iva al 10% solo su 3mila euro, 5mila meno 2mila.

Ricordiamo che per usufruire delle detrazioni i pagamenti devono essere effettuati con assegno oppure bonifico sia postale che bancario, non è necessario possedere un conto corrente e non è più necessario inviare l’avviso di inizio lavoro al centro operativo di Pescara.

Per maggiori informazioni: http://www.antifurtoallarme.com/sconti-fiscali-per-lacquisti-di-un-antifurto/

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Come fare ad Avere la Corrente Elettrica quando manca la Corrente

Sembra un paradosso, ma la domanda è lecita. Come fare ad avere la corrente elettrica in casa quando manca la corrente, in caso di black out? Si può utilizzare un generatore di corrente per uso domestico, vedi qui per i dettagli.

In parole povere si tratta di un motore, alimentato molto spesso a benzina verde o gasolio, che produce energia sotto forma di corrente elettrica. Si possono così attaccare le spine dei nostri elettrodomestici al generatore in modo da continuare ad utilizzarli. Il prezzo per quelli casalinghi è piuttosto modesto, si parte da 200 euro circa a salire. Tutto dipende dalla potenza, 1 kw o più, e dal tipo di corrente elettrica prodotta. Per far funzionare soltanto le lampadine, ovvero per utilizzare il generatore di corrente per “fare luce” i modelli economici vanno benissimo, ma per usare utenze elettroniche più sofisticate come computer, televisori ed altro occorre comprare modelli più evoluti che possiedono anche un “inverter” ovvero un dispositivo che trasforma la corrente elettrica continua in alternata.

Dove acquistarli: su Ebay ci sono moltissime offerte. Si parte da 150 euro, pesano una decina di chili e sono alimentati a benzina. Hanno un’autonomia di 5 ore e più, tutto dipende dalle utenze collegate.

Marche: una delle marche più prestigiose di generatori di corrente è Honda che ha nel suo catalogo tantissimi modelli per tutti i tipi di esigenze, anche per collegare utenze che assorbono molta energia.

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